lunedì, 10 settembre 2007

BUONGIORNO RAGAZZI!!SONO CONTENTO CHE IL BLOG SI STIA RIATTIVANDO!LE POESIE DI MAGRELLI INVIATE DA FRANCESCO SONO MERAVIGLIOSE! POSSIEDONO UN ENORME SPIRITO E FIBRA POETICHE, SENZA PERDERE LA COMPATTEZZA DELL'URLO. LA SENSIBILITà è AFFILATA PER FERIRE IL VELO DEL MISTERO DELL'ANIMA, MA SI DISTACCANO UN PO' TROPPO DALLA SONORITà POETICA, UN PO' TROPPA PROSA. I TENTATIVI DELLA SECONDA METà DEL '900 DI INSERIRE LA PROSA NEI VERSI SONO AFFASCINANTI-NECESSARI ANCHE PER EVIDENZIARE I DESERTI DELLA QUOTIDIANITà! BISOGNA PERò - IO CREDO - NON RISPETTARE I CONFINI( I CONFINI VANNO VARCATI! SPECIALMENTE ORA CHE I PAESI NON NE HANNO, SPECIALMENTE ORA CHE VIVIAMO IN UN MELTIN'POT) , MA RICONOSCERE LE MOLTEPLICITà DEGLI SPIRITI, FONDENDOLI. HO PROVATO A SVOLGERE IN PROSA LE POESIE DI MAGRELLI ,E NE è NATO UN POEMETTO IN PROSA SUBLIME.LA SUA MAESTìA è STATA NELL' AVER CADENZATO CON MELODIE E RITMI BIO-POETICI  IL SENTIMENTO. LE POESIE DI MAGRELLI MI HANNO FATTO IMPAZZIRE DI GIOIA!

VOGLIO FARVI LEGGERE - QUESTA VOLTA NESSUN MAESTRO - UNA POESIA CHE IO HO SCRITTO.A BREVE VERRà PUBBLICATA DA UN EDITORE IN UN' ANTOLOGIA. SPERO CHE NON VI ANNOII TROPPO...

MI RACCOMANDO PER LA CENA DA ORGANIZZARE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

                                           RAPSODIA

                     SU UN FIRMAMENTO DI AGOSTO

 

 

 

Il sogno disse:-Non possiedi terre.

Il corpo non rispose alle promesse

dell’albero dove si colsero

i confini del giorno

saziato da atomi di pensiero.

Nulla si riversò sui fianchi

del solstizio d’estate

circondato dai falò, quando

arrugginiti gli elementi

dichiaravano la loro origine

dalle voci caustiche del mare.

Frantumi di diamanti

i naufragi della memoria

sospesi sui focolai della famiglia

radunata nella cena.

 

 

Io sono in questo luogo

e non sono qui, ora

 

fra squamose ore sarò sulla strada

che conduce al centro

della città.

Sarò io, fra la ricerca del mio nome,

dove il giallo ocra dei palazzi

è oro latteo celato nel calice

avvelenato dai cecchini

della notte.

 

dove la differenza

fra me e me sono io

la triade dell’Idea

colta da un rovo di spine

di gocce di mirtilli

tra i fasci sfibrati di Cassiopea

 

il software di un sogno si scheggia

nei segni molecoturchesolari degli ioni

fra i dialoghi magnetici delle navi

mentre i cantieri sono banchi

di pesci d’acciaio screziati

di armonie notturne

 

nelle voci esauste intrise

di salsedini dei marinai.

 

Il sorso delle onde sui cristalli

delle sabbie accompagnò il ricordo

della luce: e la visione appartenne

ad un’era in cui nei mattini

siedono le orme impresse

dei ritorni al luogo infinitamente

aspro e timidamente degli addii.

 

 

Il mio sonno è imperfetto

tende a ¥ - x

la radio è obliata

dai raccordi scalfiti dei treni

che penetrano la stanza

dove abiterò la notte

 

l’ombra delle palme sui muri

dei palazzi

trasporta le ceneri polpose

dei datteri rapiti nell’arco

del riso di un’estate accolta

nel grembo dei tradimenti

assuefatti dall’orrore

di una carezza, di un figlio

che corre nei cortili

dove le sue risa sollevano dell’immagine

le mura, del T<E>M<P>O.

 

 

 

E i pollini dichiarano la coscienza del vento

sorpreso nei tradimenti dei petali

imprigionati nel germe della nascita del desiderio.

 

 

 

 

postato da: Pgiorgio alle ore 11:00 | Permalink | commenti (2)
Commenti
#1    11 Settembre 2007 - 19:14
 
l'avevo già letta..ricordati quello che ti dissi perchè mi pare che apprezzasti...io non me lo ricordo!!!
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#2    19 Settembre 2007 - 16:07
 
..a quanto pare è morto tutto sul nascere..
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Commenti

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