BUONGIORNO RAGAZZI!!SONO CONTENTO CHE IL BLOG SI STIA RIATTIVANDO!LE POESIE DI MAGRELLI INVIATE DA FRANCESCO SONO MERAVIGLIOSE! POSSIEDONO UN ENORME SPIRITO E FIBRA POETICHE, SENZA PERDERE LA COMPATTEZZA DELL'URLO. LA SENSIBILITà è AFFILATA PER FERIRE IL VELO DEL MISTERO DELL'ANIMA, MA SI DISTACCANO UN PO' TROPPO DALLA SONORITà POETICA, UN PO' TROPPA PROSA. I TENTATIVI DELLA SECONDA METà DEL '900 DI INSERIRE LA PROSA NEI VERSI SONO AFFASCINANTI-NECESSARI ANCHE PER EVIDENZIARE I DESERTI DELLA QUOTIDIANITà! BISOGNA PERò - IO CREDO - NON RISPETTARE I CONFINI( I CONFINI VANNO VARCATI! SPECIALMENTE ORA CHE I PAESI NON NE HANNO, SPECIALMENTE ORA CHE VIVIAMO IN UN MELTIN'POT) , MA RICONOSCERE LE MOLTEPLICITà DEGLI SPIRITI, FONDENDOLI. HO PROVATO A SVOLGERE IN PROSA LE POESIE DI MAGRELLI ,E NE è NATO UN POEMETTO IN PROSA SUBLIME.LA SUA MAESTìA è STATA NELL' AVER CADENZATO CON MELODIE E RITMI BIO-POETICI IL SENTIMENTO. LE POESIE DI MAGRELLI MI HANNO FATTO IMPAZZIRE DI GIOIA!
VOGLIO FARVI LEGGERE - QUESTA VOLTA NESSUN MAESTRO - UNA POESIA CHE IO HO SCRITTO.A BREVE VERRà PUBBLICATA DA UN EDITORE IN UN' ANTOLOGIA. SPERO CHE NON VI ANNOII TROPPO...
MI RACCOMANDO PER LA CENA DA ORGANIZZARE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
RAPSODIA
SU UN FIRMAMENTO DI AGOSTO
Il sogno disse:-Non possiedi terre.
Il corpo non rispose alle promesse
dell’albero dove si colsero
i confini del giorno
saziato da atomi di pensiero.
Nulla si riversò sui fianchi
del solstizio d’estate
circondato dai falò, quando
arrugginiti gli elementi
dichiaravano la loro origine
dalle voci caustiche del mare.
Frantumi di diamanti
i naufragi della memoria
sospesi sui focolai della famiglia
radunata nella cena.
Io sono in questo luogo
e non sono qui, ora
fra squamose ore sarò sulla strada
che conduce al centro
della città.
Sarò io, fra la ricerca del mio nome,
dove il giallo ocra dei palazzi
è oro latteo celato nel calice
avvelenato dai cecchini
della notte.
dove la differenza
fra me e me sono io
la triade dell’Idea
colta da un rovo di spine
di gocce di mirtilli
tra i fasci sfibrati di Cassiopea
il software di un sogno si scheggia
nei segni molecoturchesolari degli ioni
fra i dialoghi magnetici delle navi
mentre i cantieri sono banchi
di pesci d’acciaio screziati
di armonie notturne
nelle voci esauste intrise
di salsedini dei marinai.
Il sorso delle onde sui cristalli
delle sabbie accompagnò il ricordo
della luce: e la visione appartenne
ad un’era in cui nei mattini
siedono le orme impresse
dei ritorni al luogo infinitamente
aspro e timidamente degli addii.
Il mio sonno è imperfetto
tende a ¥ - x
la radio è obliata
dai raccordi scalfiti dei treni
che penetrano la stanza
dove abiterò la notte
l’ombra delle palme sui muri
dei palazzi
trasporta le ceneri polpose
dei datteri rapiti nell’arco
del riso di un’estate accolta
nel grembo dei tradimenti
assuefatti dall’orrore
di una carezza, di un figlio
che corre nei cortili
dove le sue risa sollevano dell’immagine
le mura, del T<E>M<P>O.
E i pollini dichiarano la coscienza del vento
sorpreso nei tradimenti dei petali
imprigionati nel germe della nascita del desiderio.







